Il Comitato di Continuità di Cambiare Si Può istituito in occasione dell'ultima assemblea pubblica, in questi due mesi in cui il resto del mondo politico era indaffarato nella campagna elettorale, ha lavorato. E adesso, comunque vadano a finire le elezioni politiche, è pronto a ripartire per incidere sulla realtà livornese. Con tutti quelli che sono interessati a un cambiamento reale di metodo e di prospettiva.
venerdì 22 febbraio 2013
venerdì 8 febbraio 2013
Reinventiamo la Democrazia
Tra una settimana si terrà a Bologna, in via Azzo Gardino n.48, un incontro di approfondimento sul tema "Le elezioni: reinventarsi la democrazia".
L'incontro ha carattere interno al nostro Soggetto Politico, ma non è riservato esclusivamente ad ALBA: vi parteciperanno anche altre persone che, pur esterne, hanno condiviso parte dell’esperienza di "Cambiare Si Può" e vissuto i problemi che si sono palesati con l'approssimarsi della scadenza elettorale.
Vogliamo provare a confrontarci, non giudicarci né dividerci tra buoni e cattivi in base alle scelte fatte e da fare in vista delle elezioni, smarcandoci per un momento dalle contingenze; sappiamo quanto peseranno gli esiti del 24 e 25 febbraio, ma siamo convinte/i che il 26 il problema della rappresentanza (e del modo in cui questa si forma) sarà ancora del tutto irrisolto, ed è importante iniziare a mettere a fuoco i nodi da affrontare per il futuro. Abbiamo pensato, come titolo di questo "Seminario", "Le elezioni: reinventarsi la democrazia - I soggetti della trasformazione, il potere, la politica".
È un tema molto vasto, che richiederà ulteriori momenti di approfondimento sia all’interno dei nodi che in altri momenti nazionali da condividere con altre/i compagni di strada. Su questo argomento, a partire dall'agenda che individueremo in questo primo incontro, pensiamo sia giusto organizzare in aprile un grande convegno.
Ecco il programma dettagliato della giornata:
BOLOGNA – 17 FEBBRAIO 2013
INCONTRO DI APPROFONDIMENTO.
Le elezioni: reinventarsi la democrazia .
I soggetti della trasformazione, il potere, la politica
I soggetti della trasformazione, il potere, la politica
INIZIO LAVORI ORE 10.00 (registrazione presenze e assegnazione ai tavoli)
- 10:30 – 10:45 Giuliana Beltrame – Emmanuele Curti Introduzione
- 10:45 – 11:00 Andrea Bagni Si può costruire uno spazio politico comune senza “lotta per il potere”? Costruire spazi condivisi tra pratiche e discorsi nuovi.
- 11:00 – 11:15 Tiziano Rinaldini Si può fare a meno di un leader? Crisi della politica e apologia dei leaderismi.
- 11:15 – 11:30 Bengasi Battisti Quale relazione tra soggetti politici nazionali e movimenti territoriali? Conflitti territoriali e rappresentanza politica.
- 11:30 – 11:45 Maria Rosa Vittadini Come decidere partecipando? Crisi e buone pratiche all’incrocio tra partecipazione e rappresentanza.
- 11:45 – 12:55 Interventi su prenotazione: n. 10 da 7 minuti
- 13:00 – 13:15 Presentazione delle modalità di lavoro ai tavoli del pomeriggio 13:15 – 14:00 PAUSA PRANZO - (costo pranzo 10 euro)
- 14:00 – 16:30 Tavoli di lavoro (4-5)
- 16:30 – 17:00 Illustrazione delle sintesi dei contributi dei tavoli in plenaria e chiusura dei lavori
Qui sopra e sotto una serie di scatti fotografici dei vari momenti della giornata.
lunedì 4 febbraio 2013
Oltre le elezioni
Per chi non ha potuto partecipare, postiamo qui sotto i video realizzati da Giacomo Bazzi: intervista ad Andrea Bagni; intervista a Franco Turigliatto; intervento di quest'ultimo. Più in basso, una carrellata di foto scattate durante la serata.
venerdì 25 gennaio 2013
Alba e la Rivoluzione (Civile)
Pubblichiamo il testo del documento redatto al termine dell'incontro di Roma del 19 gennaio scorso tra i membri del Comitato Operativo Nazionale e i referenti di una parte dei Nodi Territoriali.
ALBA: Il nostro percorso verso le elezioni e la lista Rivoluzione Civile
1. Al termine di questo periodo e in special modo con la presentazione delle liste,
appare evidente che Rivoluzione civile, pur tendendo ad una sostanziale
piattaforma programmatica anti-liberista, non ha accolto i suggerimenti sulle forme
della selezione e sul rinnovamento dei nomi che erano chiaramente esplicitate
nell’appello di CSP e che rappresentano un principio cardine del progetto di ALBA.
Rivoluzione civile non è in questo senso apparentabile né ad ALBA né a CSP. È
stato anzi scelto di non tenere in minimo conto delle proposte emerse dalle
assemblee territoriali (proposte che tra l’altro non erano certo “provocatorie” nei
confronti dei partiti coinvolti, dando anzi spesso luogo al sospetto di esserne
troppo vicine). Di fatto, poiché CSP nasceva esplicitamente come una campagna di
scopo in vista delle elezioni politiche, si può tranquillamente affermare che questa
esperienza è terminata all’atto della presentazione delle liste, che sancisce la
propria espulsione dal soggetto elettorale guidato da Ingroia. A semplice titolo di
curiosità esemplare, sottolineiamo che l’unica regola esplicitata nell’appello di CSP
si riferiva alla parità di genere. Ebbene, le liste presentate da Rivoluzione civile non
solo non ne tengono conto, ma rappresentano, rispetto a questo tema, la proposta
meno avanzata dell’intero arco elettorale.
2. ALBA ha scelto, nell’assemblea nazionale del 17/18 novembre, di non partecipare
direttamente alle elezioni ma di appoggiare i propositi dell’appello di CSP,
promosso anche da autorevoli propri esponenti. Questa scelta si giustificava da un
lato con il riconoscimento del carattere speciale che riveste il prossimo
appuntamento elettorale e, d’altra parte, col tentativo di offrire un contributo alla
contaminazione della politica attraverso l’emergere di un protagonismo anche
elettorale della società politica attiva, che avrebbe portato percorsi e
rappresentanza alternativa nella stessa formazione delle liste elettorali che
competono per le prossime elezioni politiche ed amministrative. L’esito di questo
tentativo è sotto gli occhi di tutti. Noi ci limitiamo a ricordare che per ALBA la
questione delle regole, di chi sceglie e di chi rappresenta, non è seconda ma è
dirimente. ALBA si fonda sull’idea che, in politica, la forma è sostanza. Come scritto
nel proprio manifesto fondativo, un soggetto politico nuovo si costruisce rompendo
“con la visione ristretta della politica, tutta concentrata sul parlamento e i partiti.
Si lavora invece per un nuovo spazio pubblico allargato, dove la democrazia
rappresentativa e quella partecipata lavorano insieme, dove la società civile e i
bisogni dei cittadini sono accolti e rispettati”. È questo il compito che ci siamo dati
e il nostro metro di giudizio rispetto al processo e al progetto di Rivoluzione civile.
3. Evidentemente, questo fallimento non è stato causato solo dalla operazione di
progressiva marginalizzazione da parte degli altri soggetti coinvolti o dall’aver
scontato dei limiti cronologici che apparivano evidenti fin dall’inizio. Accanto a
queste cause vi è anche una quota di ingenuità, non solo prima della consultazione
telematica ma anche successivamente. Quel che è certo è che, come ALBA,
dobbiamo riconoscere i nostri errori e lavorare perché essi non compromettano il
cammino immediato e non si ripetano nelle prossime esperienze elettorali. Proprio
per non sottovalutare tale necessità e per avere tutti gli elementi a disposizione, è
opportuno rimandare l’analisi ad un seminario nazionale da convocare a febbraio.
È opportuno però che questo incontro avvenga secondo lo spirito di ALBA,
seguendo modalità costruttive e rivolte al futuro, partecipate e aperte a "compagni
e compagne di viaggio".
4. Bisogna però non dimenticare quanto di buono è stato seminato in questi mesi. Le
persone che facevano riferimento ad ALBA hanno commesso errori, ma nessuno è
mai venuto meno alla coerenza con i principi originali del progetto, pur accettando
di mediare per evitare rotture. Nessuno ha mai trattato per ottenere qualcosa per
sé (o anche per ALBA). Davvero ALBA non si è comportata come un partito ma
come un soggetto politico nuovo. L’effetto di questo atteggiamento è stato la
costruzione di una rete di rapporti personali e politici che rappresentano una
semina profonda, che non bisogna disperdere e da cui bisogna ripartire, anche
attraverso il necessario e urgente ripristino degli impegni preventivati a novembre,
a cominciare dal tesseramento. Tante compagne e compagni (con e senza tessere
di partito) che in questi mesi sono tornate/i nelle assemblee vogliono rimanere in
campo e contare, provare a rimanere appunto “società politica attiva”.
5. A questo punto ALBA, pur riconoscendo l’importanza delle elezioni e il fallimento
del contenitore proposto (CSP), lavora per il futuro e fa partire il tesseramento
consapevole che per costruire percorsi di rappresentanza ulteriori bisogna partire
alla fine delle elezioni e non a ridosso di esse, non ripetendo l’errore appena
commesso. Per questo si riafferma con forza la necessità di continuare l'attività sui
territori, per unire il lavoro dal basso ad una nuova forma di valorizzazione della
rappresentanza. Del resto il percorso che si è compiuto non delegittima il compito
politico che si è data ALBA, piuttosto ne manifesta con ancora maggiore evidenza il
carattere di urgenza. Questo fallimento rivela la necessità di un accordo preventivo
su nuove regole della partecipazione e della selezione politica e, a partire da
questo accordo, della necessità di un soggetto politico radicalmente nuovo.
6. Anche per non disperdere il patrimonio di relazioni costruito nel percorso di CSP,
riteniamo necessario essere presenti in modo autonomo anche durante la
campagna elettorale attraverso un confronto critico coi candidati e un serrato
approfondimento del profilo programmatico, a partire dai 25 punti programmatici
proposti da ALBA, un confronto che può essere utile per dare alle cittadine e ai
cittadini tutte le informazioni utili per un voto responsabile. A questo proposito
proponiamo di indire fin da ora assemblee pubbliche territoriali, e di costruire entro
la primavera due iniziative nazionali su: 1) Democrazia rappresentativa,
partecipata e di prossimità e riforma della politica 2) Democrazia economica e del
lavoro diritti e autodeterminazione dei cittadini e delle comunità, in Italia e in
Europa.
7. Restando ferme le legittime scelte individuali al momento del voto, come ALBA
riteniamo utile sintetizzare la nostra posizione rispetto alla lista Rivoluzione civile:
ALBA, pur prendendo atto che Rivoluzione Civile rappresenta allo stato
attuale la proposta politica elettorale caratterizzata da un programma
anti-liberista, autonoma da Grillo e dall’alleanza del centrosinistra,
dichiara pubblicamente di non potersi riconoscere nel progetto né di far
parte della lista di Rivoluzione civile per le modalità della sua costruzione
che hanno finito col ridurla ad un accordo tra partiti senza alcun carattere
di lista di cittadinanza politica. Proprio per questo, ALBA non parteciperà
in forma attiva ai Comitati di sostegno per la Campagna elettorale.
giovedì 6 dicembre 2012
Megainceneritore? No, grazie!
Il nodo livornese di ALBA esprime la propria ferma opposizione al progetto di
“termovalorizzatore” che gli Enti Locali (Comune, Provincia,
Regione) intendono proporre e realizzare, dovunque scelgano di
localizzarlo, e cercherà quindi di organizzare e/o sostenere
qualsiasi forma di lotta partecipativa e non violenta contro tale
proposta e realizzazione.
A
noi appare assolutamente insopportabile pensare di costruire un mega
inceneritore, sicuramente dannoso per la salute dei cittadini e delle
cittadine livornesi e per l’ambiente, in cui confluiranno rifiuti
da tutta l’area costiera, da Massa a Piombino, e forse dal resto
della Toscana, in una zona già fortemente inquinata che avrebbe
bisogno di risanamento e non di nuovi apporti inquinanti.
Esistono
solo ragioni per non farli gli inceneritori: costano tantissimo,
devono bruciare in continuazione, disincentivano la raccolta
differenziata (i comuni “ricicloni” italiani non hanno ovviamente
alcun inceneritore), producono emissioni nocive, producono scarti di
lavorazione, ovvero scorie, nella specie rifiuti speciali pericolosi.
Gli incentivi all’energia elettrica prodotta dalla combustione dei
rifiuti sono assolutamente vietati dall’Europa e cesseranno al 31
dicembre 2012 e, in ogni caso, vengono cavati dalle tasche di noi
consumatori tramite le bollette maggiorate, cioè i cittadini
italiani sono costretti a pagare per farsi del male. Inoltre il
parlamento europeo ha di recente votato il divieto di incenerimento
entro il 2020 di rifiuti recuperabili o compostabili.
Appare
assolutamente insopportabile spendere centinaia di milioni di euro
per un mega impianto, a basso contenuto occupazionale, quando con
spese nettamente inferiori potremmo scegliere un corretto ciclo di
smaltimento dei rifiuti che affronti il problema della diminuzione
degli scarti, del recupero e del riciclo con maggiori effetti
sull’occupazione e diretto a un nuovo modello di economia
sostenibile.
mercoledì 5 dicembre 2012
Comunicato stampa
In merito ai fatti accaduti nella nostra città nei giorni 31 novembre/2 dicembre 2012, il Nodo livornese di ALBA afferma con forza quanto previsto dall’Art. 21 della Costituzione riguardo alla libera manifestazione del pensiero in tutte le forme. Esprime quindi la propria solidarietà a quei cittadini che esercitando questo diritto in forma pacifica sono stati repressi violentemente tanto che ne hanno fatto le spese anche livornesi che si trovavano semplicemente nel posto sbagliato nel momento sbagliato. ALBA ritiene che l’ordine pubblico sia salvaguardato quando i cittadini manifestano pacificamente e quando le forze incaricate di vigilare sul suo mantenimento riconoscono questa modalità come legittima. Quando ciò non accade s’innesca una reazione a catena che è sempre più difficile arrestare. E’ quanto si è verificato nei tre giorni del passato weekend in cui la conduzione del sevizio d’ordine inaccettabile fin dall’inizio, in quanto è stata scelta da subito la via della repressione anziché quella del dialogo, ha innescato un meccanismo che era facile prevedere che sarebbe sfociato in tensioni anche incontrollabili quali si sono puntualmente inverate la domenica. L’esercizio della violenza è sempre condannabile da qualsiasi parte provenga ma è ancor più grave quando proviene immotivatamente dai servizi dello Stato che per fondamento e per professionalità devono garantire di ricorrervi solo in situazioni estreme.
mercoledì 21 novembre 2012
Alba ha deciso che "Cambiare si può"

Nei giorni 17 e 18 novembre si è tenuta a Roma l'Assemblea Nazionale di Alba. Una "due giorni" densa e ricca di dibattiti e significative scelte.
La lunga riunione, oltre a consentire una cinquantina di interventi (tre quelli di componenti del nodo livornese) della durata di 5/6 minuti, ha visto la discussione degli ultimi emendamenti e l'approvazione dello Statuto dell'associazione ("in prova" per un anno), il rinnovo del Comitato Operativo (già Esecutivo) Nazionale e il voto sulla mozione di appoggio all'iniziativa "Cambiare si può".
Tutto il dibattito è stato trasmesso in streaming tramite internet. Per chi non era presente a Roma e si fosse perso la diretta, gli interventi sono comunque visibili a questo indirizzo.
Nella foto, Massimo Torelli del Comitato Nazionale.
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